Custodiamo le treccine, i canti notturni,
perché il patrimonio deve essere protetto nella vita di ciascuno;
nel ritmo del batuque e nel passo danzato
convivono presente e passato ritrovato.
Questa è una delle molte poesie scritte e recitate dai ragazzi di venti scuole delle province di Manica, Sofala e Tete, nella regione centrale del Mozambico, che hanno partecipato ai Club della Pace.
In questi gruppi, ragazzi tra gli 11 e i 17 anni hanno appreso, attraverso la poesia, le arti visive, il teatro e lo storytelling, lezioni sul patrimonio culturale, la pace, l’inclusione e l’uguaglianza di genere. Queste attività sono state rese possibili grazie al progetto ProPaz, co-finanziato dall’Unione Europea, e al progetto Promova, finanziato con il contributo Otto per mille alla Chiesa Valdese. 
In una realtà in cui le scuole sono sovraffollate e soffrono una carenza cronica di spazi adeguati e di materiale per svolgere attività educative, il progetto è riuscito, nonostante le difficoltà, a creare spazi sicuri di aggregazione dove i ragazzi e le ragazze, sentendosi accolti, hanno dato sfogo al loro estro creativo. Hanno sperimentato metodologie diverse che hanno permesso loro di esprimersi e di diventare più sicuri di sé, delle loro emozioni e idee. Un ragazzo ha commentato: “La metodologia che ho apprezzato maggiormente è stata il teatro: anche se alle volte durante le prove ci capitava di ridere, è da lì che ho imparato tanto su di me e sui miei compagni” mentre un altro ha affermato: “Ho preferito la poesia, perché grazie ad essa ho imparato a dare voce ai miei sentimenti”.
I risultati positivi delle attività dei Club non si sono limitati all’ambito scolastico, ma si sono estesi anche nelle comunità dove queste scuole operano grazie all’organizzazione degli eventi finali, dove gli studenti hanno mostrato la produzione artistica, teatrale e letteraria a cui avevano lavorato nei mesi precedenti. Gli eventi hanno visto la partecipazione di famiglie, autorità locali, insegnanti e membri delle comunità e si sono dimostrate un momento di incontro in cui discutere di pace, inclusione e valorizzazione del patrimonio culturale mozambicano.
Le attività realizzate nelle scuole delle province di Tete, Manica e Sofala hanno rappresentato una vera e propria esperienza di apprendimento, creatività e trasformazione sociale. I Club della Pace sono diventati anche un punto di riferimento per i ragazzi con disabilità. Nella scuola di Vila Nova di Chimoio, provincia di Manica, un alunno con disabilità uditiva racconta:
A scuola gli altri bambini udenti ci trattano in modo ragionevole, ma nel Club della Pace io mi sento molto più accolto come persona sorda. Mi è piaciuto molto che siano venuti nella nostra scuola per intervistarmi. Anche se parlavano in portoghese e io in lingua dei segni, tutti abbiamo fatto uno sforzo per capirci. E questo è molto bello.”
I Club della Pace sono questo: uno spazio accogliente, dove confrontarsi, condividere e comunicare anche oltre le parole, per creare una cultura di pace profonda e duratura.